Coproduci
il mattino ti sveglia ed è già tremendo alzati anche se è stata una notte sull’inferno l’anima registra e riproduce sempre il peggio che ti abitua a sette e mezza di mal di testa di caffelatte fermo e freddo nello sterno: è il colore delle pozzanghere che sull’asfalto ti aspettano. ma non puoi fermarti perché tu produci anzi coproduci.
all’incrocio il semaforo è rosso e non vedi nessuno perché non provi a sfidarlo e vada come vada ma l’immagine di un santo ti guarda dal cruscotto e tu non senti niente e il niente è il tuo qualcuno: sono le otto e non sei sola al mondo c’è un girotondo la fuori che grida aiuto. ma devi andare avanti che tu produci quando coproduci.
ricordi il sabato la spesa il suv di tuo marito il vostro silenzio sui sedili spezzato da un dito che batte sulla portiera ed è un martello di rito fino alla sera cocaina per tuo figlio: in un’ipotesi di strage correrà il suo miglio intanto che gli mostri il tuo male dicendogli produci ma non sai che tu coproduci.
e all’improvviso ti fermi e non senti neanche i clacson il cielo piove ed è il tuo pianto come un masso che ti trascina dal marciapiede al ponte sono le nove e sotto un fiume scorre cercando proprio la tua altezza: pensare ai bilanci non ti servirebbe ora sciogli i tuoi lacci e compi la tua scelta. non è vero non produci hai capito solo ora che coproduci.
[Kópros = sterco]
Corteccia
e tu mi chiedi cosa è il mio vuoto
io ti rispondo di un mattino
che lascia immoto e muto.
deraglia un malincuore, strappa
quest’uomo trapassandolo di lato:
un pesce nell’ammazzatoio
un fabbro che batte eterno
un gorgo che travolge
e tiene illuso e infermo.
ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto
io ti rispondo senza affanno
di un silenzio puro e scompagnato.
sei tu l’albero fuggito
che nasceva dal mio stomaco
e risaliva penetrando il corpo:
un respiro occupato di rami e foglie
di sogni e voglie, corteccia dalla carne
ad afferrare un cielo senza forme.
ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto
io ti rispondo di un mattino
che lascia immoto e muto.
Crepa
ora prendi le tue quattr’ossa ed esci
o rimani ed entra nel tempio scarso di quest’uomo.
o fuori o dentro: la soluzione è rosari di scariche
orgasmi di terra contro figli di cemento.
uccidere è un buon modo di fingerti
ma non sarò l’animale arrabbiato ferito
ma la ferita nel tuo animale vertebrale
o lasciati trovare nel volo degli angeli
tra i pesci azzurri a scopare nei porti.
la terra trema per l’aratro del tuo cuore
per il tuo fegato appaltato ad insegne brillanti.
tutto ti scivola interno scivolando negli istanti
ma è inchiodata al mattino la paura di perderci.
la soluzione è rosari di scariche, arrivare nella polvere
e romperci per rompere:
crepa.
Crinale
una spada che divide, io sono la mia spada che divide: che esplode sulle pianure che scalcia paure come bestie che spezza attrattive e teste, i tuoi soldi sogni giorni che azzardi sprechi e perdi. qui è il mio odio, qui è il tuo chiodo e quattro saranno la tua croce che il sangue è la mia voce e mi lascia attento in piedi: là dove pace non vedi ma solo bene e male perché non c’è pace ma solo bene e male. in open space give me my hate my hate in face give me m hate. un crinale di fuoco, uno spacco di carne che è il mio fuoco addosso di lame e fiamme la ferita da cui nasco scintillante e duro: d’odio e sangue una giustizia, un muro. in open space give me my hate a hate in face give me m hate. [a Clint Eastwood]
Dolore
questo è un dolore che non amo né venero ma tengo stretto al fianco, mio come un veleno da bere per non farsi avvelenare. tenere aperti gli occhi e resistente il cuore: è l’unghia che valica la carne la mia natura il mio unico senso da maledire per chiamarlo amore per sentirmi finalmente abbandonato e respirare. ma dove corre l’Ādam che non prevede né controlla il bene, uomo di sé stesso e non altro che nasce solo da smorfia di dolore e violazione di acqua e sangue, di carne e pene: non basteranno droghe e tecniche non troveremo premi e prediche. vita-morte-vita per sopravvivere un fiero e rabbioso esistere di sopportazione e limite di sopportazione e limite…